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Statuto Scudo Carabinieri

Articolo 1
(Costituzione, denominazione, simbolo e sede)

1. E’ costituito tra gli appartenenti, in servizio e non in attività di servizio, dell’Arma dei Carabinieri, senza distinzione di sesso, ruolo, qualifica, funzione, lo Scudo dei Carabinieri (in seguito denominato SCUDO), con il compito di tutelare gli interessi collettivi di tutto il personale in una visione unitaria delle rispettive problematiche.

2. Lo SCUDO, organizzazione sindacale apartitica e apolitica, è parte integrante del mondo del lavoro, e si ispira alla concezione e alla tradizione sindacale italiana, che opera per l’emancipazione dei lavoratori e dei pensionati e per la tutela della loro dignità, professionalità e sicurezza nel mondo del lavoro.

3. Lo SCUDO non persegue fini di lucro, avendo come unico obiettivo il perseguimento di fini improntati al concetto più ampio di giustizia e solidarietà sociale, di tutela dei diritti civili, contro qualsivoglia sopruso, da chiunque perpetrato.

4. Lo SCUDO è un’Associazione professionale, a carattere sindacale, che lega vieppiù i Carabinieri in servizio a quelli in congedo e alla popolazione italiana, da sempre vicina all’Istituzione, che ancora vede nell’Arma un simbolo dei valori nazionali.

5. Lo SCUDO, nel perseguimento dei suoi fini statutari, non può non tener conto che:
-l’Arma dei Carabinieri, sin dalla sua fondazione, ha dato particolare rilievo ad ogni suo singolo componente, e, nei suoi regolamenti, ha esaltato la sua personalità, esortandolo sin’anche ad assumere iniziative volte al benessere della collettività;
-caratteristica dell’Arma è la compattezza e la coesione interne, che debbono essere mantenute in qualsiasi organizzazione, anche sindacale, a garanzia della maggiore sicurezza e felicità dei cittadini.

6. I rapporti interni allo SCUDO sono improntati alla pari dignità tra le diverse componenti ideali e culturali degli organismi posti a tutela dei diritti dei lavoratori e dei pensionati, nel rispetto della rappresentatività di ciascuno, democraticamente espressa.

7. Il suo simbolo è rappresentato da uno scudo di color marrone sormontato dalla fiamma dei Carabinieri, con all’interno la scritta, dello stesso colore, “SCUDO Carabinieri”.

8. Lo SCUDO Nazionale ha sede in Roma, Corso Vittorio Emanuele II, 154, 00187 – Roma.

Articolo 2
(Definizione)

1. Lo SCUDO è l’organizzazione nazionale degli appartenenti all’Arma, sia in servizio che in congedo, che, indipendentemente da ogni convinzione politica e ideologica, fede religiosa o appartenenza a gruppo etnico, in applicazione dei principi del presente statuto, considera la libertà e la democrazia fondamenti dell’attività sindacale.

2. Lo SCUDO opera costantemente per salvaguardare e sviluppare la forza e il potere sindacale dei cittadini che prestano e hanno prestato servizio nell’Arma dei Carabinieri.

Articolo 3
(Consultazione)

1. L’approvazione delle piattaforme e degli accordi sia a livello nazionale che decentrato deve avvenire nel rispetto del principio della consultazione. Gli organismi statuari stabiliscono le relative modalità.

Articolo 4
(Norme di comportamento politico, rappresentanze e diritti sindacali)

1. Gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri esercitano i diritti politici, civili e sindacali, previsti dalla Carta Costituzionale e dalle leggi ordinarie in materia.

2. Nell’esercizio delle loro funzioni gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri non possono assumere comportamenti che ne compromettano l’assoluta imparzialità.

3. Nell’esercizio dei diritti, di cui al comma 1, gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri sono tenuti ad evitare qualsiasi riferimento ad argomenti di servizio a carattere riservato.

4. Gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri non possono svolgere attività politica all’interno delle caserme e degli uffici.

5. Il personale dell’Arma può tenere riunioni sindacali anche in uniforme fuori dell’orario di servizio:
– in locali dell’Amministrazione, che ne stabilisce le modalità d’uso;
– in locali aperti al pubblico.

6. Possono tenersi riunioni durante l’orario di servizio nei limiti individuali di dieci ore annue, retribuite.

7. Delle riunioni di cui al comma 6 deve essere dato preavviso almeno tre giorni prima al Comandante della caserma.

8. Le riunioni debbono avere una durata non superiore alle due ore e la partecipazione del personale deve essere concordata con il comandante.

9. La partecipazione del personale alle riunioni è subordinata solo alla assenza di eccezionali, indilazionabili e non previste esigenze di servizio.

10. Le riunioni sono indette dallo SCUDO nazionale e dai suo organi periferici.

11. Previo avviso, alle riunioni possono partecipare esperti e consulenti, indicati dallo SCUDO.

12. Per quanto attiene ai permessi ed alle aspettative sindacali, si applicano le norme previste per gli impiegati civili dello Stato, nonché quelle derivanti dagli accordi di cui al comma 14.

13. Il personale dell’Arma dei Carabinieri non può esercitare il diritto di sciopero, né azioni sostitutive di esso, che possano limitare l’attività istituzionale a tutela della sicurezza dei cittadini. Può svolgere azioni di protesta in locali pubblici, in orari fuori dal servizio.

14. La materie di contrattazione sono le seguenti:
a) trattamento economico;
b) orario di lavoro, permessi, ferie, congedi e aspettative;
c) trattamenti economici di missione, di trasferimento e di lavoro straordinario;
d) criteri per la disciplina dei carichi di lavoro, turni di servizio e altre misure volte a migliorare l’efficienza e la sicurezza dei comandi;
e) trattamento previdenziale, ordinario e complementare;
f) attività antinfortunistica, prevista dal Testo Unico 81/2000, indicata nel Turom;
g) attività di supporto medico-legale per il personale in occasione di idoneità al servizio militare incondizionato;
h) contenziosi disciplinari;
i) criteri di massima per la formazione e l’aggiornamento professionale;
j) criteri per l’attuazione della mobilità del personale;
k) identificazione dei ruoli in rapporto alle qualifiche;
l) criteri istitutivi degli organi di vigilanza e controllo sulla gestione delle mense e degli spacci.

15. Nell’ambito e nei limiti fissati dalla disciplina emanata a seguito degli accordi di cui al comma 14, sono adottati accordi decentrati stipulati tra una delegazione presieduta dal Ministro della Difesa e da un Sottosegretario di Stato, delegato, con la partecipazione di rappresentanti del Comando Generale dell’Arma, titolari degli uffici e dei servizi interessati e una delegazione dello SCUDO.

16. Tali accordi decentrati riguardano in particolare le modalità ed i criteri applicativi degli accordi di cui al comma 14.

Articolo 5
(Finalità e compiti)

1. Lo SCUDO informa la propria azione a tutela del personale rappresentato ai principi contenuti nella Costituzione Repubblicana, in particolar modo a quelli che concernono lo sviluppo dei diritti e delle libertà democratiche, l’elevazione – in un quadro di pari opportunità tra i sessi – delle condizioni professionali, culturali, economiche e sociali del personale.

2. Lo SCUDO, per il raggiungimento delle proprie specifiche finalità, sviluppa, in concreto, un’azione volta a:
– stimolare il personale rappresentato a continuare a servire lo Stato, affinché sia elevata la tutela del cittadino e migliorate le sue condizioni di vita e di lavoro;
– ricercare e perseguire le soluzioni più idonee ai problemi normativi ed economici e alle condizioni di lavoro e di vita del personale rappresentato, operando costantemente per realizzare il più elevato grado di tutela dei suoi diritti;
– rafforzare i rapporti con le organizzazioni sindacali delle altre forze di polizia e di categoria, nonché con i sindacati confederali dei lavoratori, per favorire un processo di democratizzazione e di riforma degli apparati dello Stato, nella prospettiva di adeguamento alle esigenze della collettività e di miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro;
– consolidare i rapporti con le Associazioni d’Arma e con tutte quelle categorie di pensionati che in attività hanno servito lo Stato in uniforme o divisa, al fine di svolgere una comune azione sinergica;
– sviluppare una serie di “Reti sociali”, comprendenti professionisti e soggetti impegnati in attività di alto contenuto etico e sociale, finalizzate a soddisfare le molteplici esigenze sociali e a creare i presupposti per il miglioramento delle condizioni di vita della collettività nazionale, tramite la stipula di convenzioni con i soggetti interessati;
– approfondire le varie problematiche attraverso la costituzione di Comitati e/o Gruppi di Lavoro, con mansioni specifiche;
– tutelare, in tutte le sedi, l’immagine, la dignità, il prestigio e la considerazione sociale delle categorie associate e di tutti i pensionati, anche nell’esercizio dell’attività sindacale;
– tutelare, impegnandosi nello studio di sempre nuovi provvedimenti a carattere normativo, economico e finanziario, previdenziale e assistenziale, per il miglioramento delle condizioni di vita dell’associato e dei suoi familiari;
– assistere l’associato che viene a trovarsi in particolari situazioni di necessità;
– promuovere rapporti con le organizzazioni sindacali internazionali omologhe;
– sensibilizzare e rendere consapevole l’opinione pubblica dei problemi dei Carabinieri, sia in servizio che in congedo, nonché dell’azione sindacale che conduce lo SCUDO;
– promuovere specifiche iniziative legislative, politiche, culturali e sociali per il personale dell’Arma, sia in servizio che in congedo.

Articolo 6
(Autonomia sindacale)

1. Lo SCUDO considera la sua autonomia sindacale e la sua organizzazione, libera e democratica, un patrimonio da difendere e valorizzare.

2. Lo SCUDO è autonomo dai partiti, dalle formazioni politiche, dal Governo e dalle varie Amministrazioni dello Stato, e si finanzia esclusivamente attraverso i contributi consentiti dalla legge.

Articolo 7
(Democrazia e unità sindacale)

1. Gli iscritti allo SCUDO, senza distinzione di sesso, razza, religione, opinioni politiche, qualifica e ruolo, hanno pari dignità, opportunità e diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero.

2. Gli iscritti concorrono alla formazione dei gruppi dirigenti valorizzando non le appartenenze, ma l’impegno e la capacità individuali. Partecipano altresì alla determinazione delle decisioni sindacali e politiche e hanno diritto all’informazione su ogni attività dello SCUDO.

3. Gli iscritti partecipano all’attività dell’Organizzazione, rendendone feconda e libera la vita democratica, contribuiscono alla vita del sindacato attraverso le quote associative e si attengono alle norme del presente Statuto.

4. Gli iscritti improntano i loro comportamenti a lealtà e rispetto dei valori e delle finalità dello SCUDO. Qualora assumano incarichi di direzione sono chiamati a svolgere il loro compito con piena lealtà, coscienza delle responsabilità che ne derivano, improntando la loro azione al rispetto dei deliberati degli organi statuari.

5. Il dissenso è libero e riconosciuto e si manifesta all’interno dell’organizzazione attraverso adeguate forme di tutela.

6. I rappresentanti designati o eletti su candidature dello SCUDO nei vari organismi, consigli e commissioni sostengono e attuano le politiche e gli indirizzi decisi dagli organismi statuari.

7. Lo SCUDO considera l’unità e la democrazia sindacale valore e obiettivo strategico.

Articolo 8
(Politiche organizzative e quota femminile)

1. Ciascuna struttura dello SCUDO, nella propria attività politico-sindacale e di contrattazione, deve sollecitare lo sviluppo del rapporto partecipativo del personale dell’Arma, sia in servizio che in congedo, favorendo il coinvolgimento e l’aggregazione delle donne ai fini di una loro presenza adeguata e di un ruolo pieno nel sindacato.

2. Gli organismi statutari ad ogni livello devono favorire la presenza di quadri femminili, con l’adozione di regolamenti interni contenenti disposizioni specifiche.

Articolo 9
(Strumenti di lotta)

1. Lo SCUDO persegue le finalità sindacali e politiche avvalendosi di tutti gli strumenti consentiti dalla Costituzione, dalle leggi e regolamenti per il riconoscimento e la tutela degli interessi del personale rappresentato e per la sicurezza dei cittadini e il rispetto della legalità.

2. Lo SCUDO svolge ogni iniziativa per ottenere il diritto ad opporre il veto al Governo su tutti i disegni di legge, decreti legge e legislativi e ad ogni disposizione regolamentare delle varie Amministrazioni, che possano gravemente compromettere i diritti e gli interessi degli appartenenti all’Arma, al fine di bloccarne l’applicazione.

Articolo 10
(Uso della sigla e del simbolo)

1. La sigla e il simbolo “SCUDO Carabinieri” appartengono esclusivamente allo SCUDO e possono essere utilizzati solo dagli organi statutari in carica.

Articolo 11
(Norme generali)

1. Lo SCUDO organizza la propria attività e realizza i propri scopi, ispirandosi ai principi della democrazia, ricorrendo all’esercizio del diritto di sciopero solo per rivendicare diritti e interessi degli appartenenti all’Arma non più in servizio, mai comunque violando i diritti della collettività.

2. Lo SCUDO individua e realizza mezzi di lotta e di pressione diversi, come il veto ai provvedimenti governativi, per raggiungere i propri obiettivi, che non siano in violazione dell’art. 4, comma 13.

3. Ai fini delle elezioni, delle votazioni e della vita interna dello SCUDO si rinvia ai regolamenti approvati per lo svolgimento dei Congressi, che hanno valenza nel periodo che intercorre tra un congresso e l’altro.

4. La riunione degli organismi previsti dal presente statuto viene decisa dalle rispettive Segreterie e convocata dai Segretari o dal Presidente Nazionale.

5. Qualora un terzo dei membri dell’organismo chieda la sua convocazione i Segretari o il Presidente Nazionale hanno l’obbligo di convocarlo entro venti giorni dal ricevimento della richiesta.

6. Qualora ciò non avvenga la richiesta va inoltrata al Direttivo Nazionale che convocherà l’organismo entro quindici giorni dal ricevimento della richiesta.

7. A seguito della richiesta di un terzo dei suoi membri la convocazione del Consiglio Direttivo Nazionale deve essere effettuata entro i successivi 15 giorni.

8. L’elettorato attivo e passivo può essere attribuito solo ai soggetti di cui all’art. 1 del presente Statuto ed in regola con il pagamento del contributo associativo del mese precedente.

9. Tutte le cariche direttive sono elettive. Le vacanze negli organi direttivi, che si dovessero verificare tra un Congresso e l’altro, sono colmate con il primo dei non eletti della lista di appartenenza, risultante dal verbale redatto al termine dell’elezione dell’organo in cui si è venuta a creare la vacanza. Nel caso in cui ciò non dovesse risultare, si procede per cooptazione degli organi direttivi, fino ad un massimo del 20% con gli stessi criteri di rappresentatività utilizzati per le elezioni.

10. Si procederà al Congresso straordinario qualora le vacanze negli organici siano superiori al 50%. Se le vacanze sono comprese tra il 20% e il 50%, l’organismo si ridurrà proporzionalmente.

11. Il componente degli organi previsti dallo Statuto è considerato decaduto se si assenta senza giustificato motivo per tre sedute consecutive e comunque dopo un anno di assenza anche se giustificata qualora trattasi di membro direttivo o di membro di Segretaria.

Articolo 12
(Categorie di soci)

1. Lo SCUDO è costituito dai soci fondatori, effettivi, ordinari, precari, sostenitori, in regola con il pagamento della quota associativa.

2. I soci fondatori sono coloro che hanno costituito lo SCUDO. Essi contribuiscono costantemente con idee, progettualità e prestazioni volontarie ad elevare l’immagine e il prestigio dello SCUDO, e si sono fatti carico delle spese per la registrazione degli atti iniziali dell’Associazione. A loro si applicano le modalità di iscrizione della altre categorie di soci.

3. I soci effettivi sono tutti gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri, in servizio e in congedo, ai quali è richiesta la corresponsione della quota di iscrizione sulla base dell’art. 11 della legge 31 luglio 1975, n. 364.

4. I soci ordinari sono tutti i cittadini che hanno prestato servizio nell’Arma, che non godono di un trattamento pensionistico, nonché tutti quei cittadini che fanno parte delle Reti sociali, ai quali è richiesta la corresponsione, tramite versamento diretto nel conto corrente dello SCUDO della quota di iscrizione di 10 euro mensile, in un’unica soluzione annuale di 120 euro, all’inizio di ogni anno solare. L’iscrizione ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre. All’atto della prima iscrizione versano la quota corrispondente ai mesi restanti nell’anno solare.

5. I soci precari sono tutti quei cittadini, disoccupati o sottoccupati, che pur avendo prestato servizio nell’Arma, non hanno maturato alcun indennizzo o pensione, oppure percepiscono un trattamento pensionistico inadeguato e quindi si trovano in difficoltose condizioni economiche. A loro è richiesta la corresponsione, tramite versamento diretto nel conto corrente dello SCUDO, della quota di iscrizione annuale di 50 euro, in un’unica soluzione, all’inizio di ogni anno solare e all’atto della prima iscrizione. L’iscrizione ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre.

6. I soci sostenitori sono tutti coloro che intendono sostenere l’azione sociale e di solidarietà dello SCUDO, ai quali è richiesta la quota di iscrizione secondo le modalità dei soci ordinari.

7. Le iscrizioni indicate sono estese anche ai titolari delle relative pensioni di reversibilità. Inoltre, la Segreteria Nazionale ha l’autorità di esaminare e definire altri casi particolari che si dovessero presentare.

Articolo 13
(Struttura organizzativa)

1. Lo SCUDO si articola sul territorio in:
– Sezioni sindacali, a livello locale;
– Strutture Provinciali;
– Strutture Regionali;
– Struttura Nazionale.

Articolo 14
(Sezione Sindacale)

1. La Sezione Sindacale è la struttura di base dello SCUDO. Prende il nome della località ove ha sede. Può essere costituita da almeno 10 iscritti.

2. Nella località con meno di 10 iscritti si può procedere all’elezione di un rappresentante.

3. La Sezione Sindacale assolve i seguenti compiti:
– organizza le riunioni della Sezione Sindacale;
– provvede all’azione di proselitismo, di informazione, propaganda e tesseramento nella località in cui opera;
– conduce, d’intesa con la Segreteria Provinciale, le vertenze con gli enti e le amministrazioni locali nelle materie di competenza, soprattutto in materia di sicurezza, legalità, tutela dell’ambiente, sanità;
– vigila sull’applicazione degli accordi;
– elegge la Segretaria della Sezione sindacale, organo esecutivo della Sezione;
– elegge i delegati per la elezione della Segreteria Provinciale.

Articolo 15
(Struttura Provinciale)

1. La struttura provinciale rappresenta lo SCUDO nella provincia e attua la contrattazione decentrata nell’ambito delle direttive generali del Sindacato. Elabora la politica sindacale provinciale, cura la propaganda e il proselitismo, provvede alla tempestiva informazione, raccorda la propria azione con la struttura regionale e nazionale.

2. Organi della Struttura Provinciale sono:
– Consiglio Direttivo Provinciale, organo deliberante;
– Segreteria Provinciale, organo esecutivo;
– Segretario Provinciale, rappresentante provinciale dello SCUDO.

Articolo 16
(Consiglio Direttivo Provinciale e i suoi compiti)

1. Il Consiglio Direttivo Provinciale:
– esamina e discute l’attività del SCUDO sul territorio provinciale;
– stabilisce gli indirizzi cui dovrà attenersi l’attività futura;
– discute e vota i documenti da presentare al Consiglio Direttivo Regionale e Nazionale;
– elegge la Segreteria Provinciale, il Segretario provinciale e i delegati per l’elezione del Consiglio Direttivo Regionale;
– coordina l’attività delle Sezioni nel territorio di competenza.

Articolo 17
(Organi provinciali)

1. Il Consiglio Direttivo Provinciale, la Segreteria e il Segretario della Struttura Provinciale hanno le medesime attribuzioni degli analoghi organi nazionali rapportate alla propria dimensione territoriale.

Articolo 18
(Struttura regionale)

1. La Struttura Regionale ha compiti di carattere organizzativo, di coordinamento delle attività di studio, formazione sindacale, ricerca e approfondimento culturale.

2. Rappresenta lo SCUDO nelle relazioni con le Istituzioni e gli Enti a competenza regionale.

3. Svolge attività di servizi e di consulenza per i soci.

4. Coordina la contrattazione con le proprie Strutture Provinciali, elaborando un unico documento. E’ chiamata altresì a supportare le iniziative nei diversi campi delle Strutture Provinciali con una serie di servizi centralizzati.

5. Organi della Struttura Regionale sono:
– il Consiglio Direttivo Regionale;
– la Segreteria Regionale;
– il Segretario Regionale.

Articolo 19
(Consiglio Direttivo regionale e suoi compiti)

1. Il Consiglio Direttivo Regionale:
– esamina e discute le politiche contrattuali e le diverse attività dello SCUDO nella regione;
– esamina i documenti approvati dai Consigli Direttivi Provinciali;
– elegge la Segreteria Regionale e il Segretario Regionale, nonché i delegati per l’elezione del Consiglio Direttivo Nazionale.

Articolo 20
(Organi regionali)

1. Il Consiglio Direttivo Regionale, la Segreteria e il Segretario Regionale hanno le medesime attribuzioni degli analoghi organi nazionali, rapportate alla propria dimensione territoriale.

2. I Segretari Provinciali sono membri di diritto del Consiglio Direttivo Regionale.

Articolo 21
(Struttura nazionale)

1. Organi della Struttura Nazionale sono:
– il Congresso Nazionale;
– il Consiglio Direttivo Nazionale;
– la Segreteria Nazionale;
– il Presidente Nazionale;
– il Vice Presidente Nazionale;
– i Segretari Nazionali distinti per Settori;
– il Collegio dei Sindaci Revisori;
– il Collegio dei Probiviri;
– le Reti sociali.

2. La Struttura nazionale comprende altresì, con compiti di consulenza tecnica e logistica, Comitati e/o Gruppi di Lavoro permanenti, Comitato di Redazione, Responsabile del sito www.scudocarabinieri.it e quanti altri organi tecnici e logistici dovessero aggiungersi per soddisfare le più diverse esigenze.

Articolo 22
(Congresso Nazionale – Compiti)

1. Compiti del Congresso Nazionale sono:
– elaborare le linee di politica sindacale dello SCUDO da far svolgere a tutte le strutture;
– eleggere il Collegio dei Sindaci Revisori;
– eleggere il Collegio dei Probiviri;
– eleggere il Consiglio Direttivo Nazionale;
– eleggere la Segreteria Nazionale;
– eleggere i Segretari Nazionali distinti per Settori;
– eleggere il Presidente Nazionale;
– eleggere il Vice Presidente Nazionale;
– approvare le modifiche dello Statuto.

2. Compete solo al Congresso Nazionale l’eventuale deliberazione di scioglimento del Sindacato.

3. Tale decisione, per essere valida, deve essere presa a maggioranza qualificata di tre quarti dei voti rappresentati. In tale sede si delibererà anche sulla destinazione del patrimonio dello SCUDO.

Articolo 23
(Congresso Nazionale – Composizione, convocazione e deliberazioni)

1. Il Congresso Nazionale è l’organo deliberante del Sindacato e si riunisce ogni 3 anni per rinnovare le cariche in seno agli organi direttivi nazionali. Esso è convocato dal Presidente nazionale, sentita la Segreteria Nazionale, almeno 20 giorni prima ed ogni qual volta la sua convocazione sia richiesta in via straordinaria su richiesta formale di un terzo dei suoi membri, oppure congiuntamente dai Segretari generali quando sussiste un interesse del Sindacato. La richiesta di convocazione straordinaria deve contenere motivazione e argomenti da discutere.

2. Il numero dei componenti è fissato nella misura di 1 (uno) ogni 30 soci per provincia, ed 1 (uno) in quelle realtà dove il numero complessivo dei soci è inferiore a 30.

3. Il Congresso Nazionale è presieduto dal Presidente Nazionale in carica, che nomina un Segretario per il disbrigo degli atti congressuali.

4. La votazioni sono tutte palesi.

5. Il verbale dell’assemblea è redatto dal Segretario nominato e controfirmato dal Presidente Nazionale, dopo la lettura all’assemblea.

6. Le riunioni sono valide, in prima convocazione, se sono presenti almeno la metà più uno dei membri; in seconda convocazione, qualsiasi sia il numero dei componenti presenti.

7. Le decisioni sono prese a maggioranza del 50% più uno. In caso di parità vale il voto del Presidente Nazionale.

8. Le deliberazioni adottate in conformità allo statuto obbligano tutti i soci, anche se assenti, dissenzienti o astenuti al voto.

Articolo 24
(Deleghe)

1. Il Presidente Nazionale, il Vice Presidente Nazionale, i Segretari Nazionali, i componenti del Congresso Nazionale, del Consiglio Direttivo Nazionale, della Segreteria Nazionale, del Collegio dei Sindaci Revisori e dei Probiviri, possono farsi rappresentare con delega scritta.

2. Ogni componente dei suddetti Organi non può avere più di una delega.

Articolo 25
(Consiglio Direttivo Nazionale)

1. Il Consiglio Direttivo Nazionale è l’organo politico di direzione esecutiva dello SCUDO ed opera nell’ambito delle decisioni assunte dal Congresso Nazionale. Approva annualmente il bilancio preventivo ed il resoconto consuntivo. Assicura la direzione delle attività del Sindacato e il rapporto con le strutture territoriali.

2. Il Consiglio Direttivo Nazionale gestisce l’attività nazionale del SCUDO per l’ordinaria amministrazione; rappresenta il Sindacato nelle relazioni con le controparti nazionali in tutte le fasi della contrattazione e può intervenire in quelle di contrattazione articolata sul territorio.

3. Il Consiglio Direttivo Nazionale, a maggioranza dei presenti, può procedere alla attuazione di gestioni straordinarie provvisorie delle segreterie provinciali e regionali, quando siano in gioco gli interessi e l’immagine dello SCUDO o risulti carente o scarsamente produttiva l’azione sindacale o in contrasto con le norme statutarie e programmatiche. La gestione straordinaria non può comunque durare più di un anno.

4. Il Consiglio Direttivo Nazionale viene informato ed esamina le iniziative intraprese dalla Segreteria Nazionale, nel periodo intercorso fra un Consiglio Direttivo e l’altro.

5. Il Consiglio Direttivo Nazionale è composto dal Presidente Nazionale, dal Vice Presidente Nazionale, dal Segretario Organizzativo, dal Segretario Amministrativo, da tre componenti scelti, a turno, dall’Assemblea dei soci fra i Segretari Regionali.

6. E’ convocato dal Presidente Nazionale di norma una volta ogni sei mesi o su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti.

7. Le riunioni sono valide se sono presenti la metà più uno in prima convocazione e, qualsiasi sia il numero dei presenti in seconda convocazione.

8. Le riunioni del Consiglio Direttivo Nazionale possono avvenire anche in videoconferenza, consentendo a tuti i partecipanti di verbalizzare le proprie proposte.

9. Il Consiglio Direttivo Nazionale può sfiduciare il Presidente Nazionale o uno dei Segretari Nazionali mediante una maggioranza dei 4/5 dei presenti, compresi i soci provvisti di delega.

10. Per tutte le altre delibere è richiesta la maggioranza del 50% + 1 dei presenti.

11. In caso di dimissioni di uno o più componenti del Consiglio Direttivo Nazionale, i restanti componenti designano tra i soci altri componenti in sostituzione dei dimissionari.

12. In caso di dimissioni o grave impedimento del Presidente Nazionale, il vice Presidente gestisce l’Associazione per l’ordinaria amministrazione. Convoca entro tre mesi il Consiglio Direttivo Nazionale per la nomina del nuovo Presidente, che reggerà lo SCUDO sino al successivo Congresso Nazionale straordinario.

13. Il Consiglio Direttivo Nazionale è competente a giudicare sui ricorsi avverso i provvedimenti disciplinari adottati dal Collegio dei Probiviri.

Articolo 26
(Segreteria Nazionale)

1. La Segreteria Nazionale è composta dal Presidente Nazionale, dal Vice Presidente Nazionale, dal Segretario Nazionale Organizzativo, dal Segretario Nazionale Amministrativo e dal Responsabile dell’Ufficio Stampa e delle Pubbliche Relazioni, quest’ultimo senza diritto di voto.

2. La Segreteria Nazionale attua l’azione dello SCUDO, secondo le direttive del Congresso Nazionale.

3. Compete, altresì, alla Segreteria Nazionale assumere, in caso di necessità ed urgenza, deliberazioni di competenza del Direttivo Nazionale, a cui successivamente le presenterà per conoscenza.

Articolo 27
(Il Presidente Nazionale dello SCUDO)

1. Il Presidente Nazionale dello SCUDO coordina i lavori della Segreteria Nazionale e ha la rappresentanza politica, legale e sindacale dello SCUDO, di fronte a terzi e in giudizio.

2. Esplica tutte le attività demandate dalla Segreteria Nazionale, vigila sull’attività dell’intera Associazione, promuovendo le iniziative ritenute più utili per il raggiungimento degli obiettivi sociali.

3. Nomina nelle Regioni e nelle Province, in cui l’Associazione si sta sviluppando, i Segretari Regionale e Provinciali provvisori, questi ultimi sentito il Segretario Regionale se esistente.

Articolo 28
(Vice Presidente Nazionale)

1. Sostituisce il Presidente nei casi previsti dal presente Statuto.

Articolo 29
(Segretario Nazionale Amministrativo)

1. Il Segretario amministrativo esercita tutte le funzioni di carattere amministrativo-contabile. Redige i bilanci e li sottopone al Collegio dei Sindaci Revisori che, dopo averli esaminati, li presenta alla Segreteria Nazionale per l’approvazione.

2. Il Segretario amministrativo è nominato dal Presidente dell’Associazione, previa delibera a maggioranza semplice della Segreteria Nazionale.

3. Partecipa alle riunioni della Segreteria nazionale, con diritto di voto.

Articolo 30
(Segretario Nazionale Organizzativo)

1. Il Segretario Nazionale Organizzativo presiede all’organizzazione e al coordinamento delle strutture periferiche dello SCUDO.

2. Il Segretario Nazionale Organizzativo tiene i contatti con i Segretari Regionale per armonizzare le loro attività sindacali e indirizzarli verso gli obiettivi di cui al presente Statuto.

3. Si avvale del capo Ufficio Stampa e Pubbliche relazioni per la promozione delle attività sindacali, di cui rende edotto tempestivamente il Presidente Nazionale.

Articolo 31
(Contributi sindacali e solidarietà)

1. Le somme introitate con i contributi dei soci e dei simpatizzanti sono ripartite, considerate le istanze prodotte, sulla base di criteri stabiliti dalla Segreteria Nazionale al fine di rendere omogeneo e armonico lo sviluppo delle strutture e delle attività del sindacato nell’intero territorio nazionale.

Articolo 32
(Autonomia amministrativa, amministrazione e patrimonio)

1. Il Presidente Nazionale e i Segretari delle strutture dello SCUDO a livello regionale e provinciale sono responsabili delle questioni legali ed amministrative.

2. Le strutture dello SCUDO nazionale, regionale e provinciale sono amministrativamente e giuridicamente autonome nel rispetto delle linee deliberate dal Congresso Nazionale.

3. Tutte le strutture sono obbligatoriamente tenute a presentare i bilanci consuntivi e preventivi annuali, i quali devono essere trasmessi alla Segreteria Nazionale entro il mese di aprile, al fine di ottenere il bilancio complessivo della organizzazione.

4. Il Consiglio Direttivo Nazionale esercita controlli amministrativi sulle strutture regionali e territoriali circa la regolarità di gestione e in particolare:
– l’approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi entro il mese di marzo di ogni anno come stabilito dal presente statuto;
– la corrispondenza tra entrate e uscite al fine di evitare disavanzi con indebitamenti.

5. Qualora dai controlli dovessero emergere violazioni amministrative, la Segreteria Nazionale assume i provvedimenti politici e amministrativi necessari, ordinari e straordinari, al fine di ricondurre alla normalità la situazione.

6. I bilanci delle varie istanze nazionali, regionali e provinciali dello SCUDO sono resi noti agli organismi e agli iscritti. I bilanci si chiudono il 31 dicembre di ogni anno e devono essere presentati per l’approvazione ai rispettivi Direttivi entro il successivo 30 marzo.

7. La mancata presentazione di bilanci che devono essere inviati alla struttura nazionale è sanzionata con la sospensione dei contributi di propria spettanza.

8. I rapporti finanziari tra le strutture sono improntati al principio della reciproca solidarietà.

9. Il patrimonio sociale di ogni istanza provinciale e regionale e di quella nazionale è costituito dai beni mobili e dai beni immobili opportunamente inventariati secondo i valori di acquisto, a cura delle rispettive Segreterie.

10. La revoca dell’iscrizione allo SCUDO fa perdere ogni diritto sui beni e sul patrimonio del Sindacato medesimo.

11. Lo SCUDO Nazionale, Regionale e Provinciale non sono responsabili delle obbligazioni assunte dalle loro strutture dipendenti.

12. Le prestazioni dei soci sono volontarie e non sono retribuite.

13. Il Consiglio Direttivo Nazionale provvede a rimborsare le spese sostenute dal Congresso Nazionale, comunque autorizzate. Il Consiglio Direttivo Nazionale provvede al rimborso delle spese per la partecipazione a riunioni, di rappresentanza e per attività comunque intraprese nell’interesse dell’Associazione, sostenute dai componenti degli organi statutari, a cui vengono inoltre riconosciuti gettoni di presenza.

14. I rimborsi sono effettuati dal Presidente Nazionale e dal Segretario Amministrativo.

Articolo 33
(Patrimonio dell’Associazione e mezzi finanziari)

1. Il patrimonio dell’Associazione sindacale è costituito dai beni, dai titoli e dai valori di sua proprietà.

2. Le entrate dello SCUDO sono costituite:
– quote associative annuali e versamenti volontari;
– eventuali contributi straordinari deliberati dalla Segreteria Nazionale;
– convenzioni con enti ed aziende;
– pubblicazioni e stampa di riviste;
– contributi di pubbliche amministrazioni, enti pubblici locali, istituti di credito, enti e società private;
– sovvenzioni, donazioni, lasciti di terzi ed associati.

3. Il socio, che cessi per qualsiasi motivo di far parte dell’Associazione, perde ogni diritto al patrimonio sociale.

Articolo 34
(Obbligazioni e distribuzioni di utili)

1. Lo SCUDO non risponde di obbligazioni o di situazioni debitorie instaurate dai singoli, ancorché componenti di organismi collegiali. Le obbligazioni arbitrariamente assunte ricadono su chi le ha prodotte.

2. Lo SCUDO non risponde delle obbligazioni contratte dalle strutture periferiche, che rispondono in proprio per le obbligazioni assunte, compreso il conferimento di incarichi legali e di qualsiasi altra natura.

3. Le cariche, gli incarichi, le funzioni svolte all’interno dello SCUDO, hanno carattere di volontarietà e sono totalmente prestate a titolo gratuito, salvo rimborsi spese per attività autorizzate dalle rispettive segreterie e gettoni di presenza previsti per i componenti degli organi statutari.

4. E’ vietata, in ogni modo, e anche in forma indiretta, la distribuzione di utili o avanzi di gestione, nonché di fondi, riserve di capitali, durante la vita dell’Associazione, salvo che la distribuzione o destinazione non avvenga a norma di legge.

Articolo 35
(Adeguamento dello Statuto)

1. Ai sensi dell’art. 111, comma 4 – quinquies, del D.P.R. 22/12/1986, n° 917, il presente Statuto viene integrato, come disposto dal D. Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, con le seguenti norme:
a) è fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita del Sindacato, salvo che la destinazione o la distribuzione non vengano imposti dalla legge;
b) in caso di scioglimento del Sindacato, per qualunque causa sia dovuto, è fatto obbligo di devolvere il patrimonio del Sindacato stesso ad altra Struttura sindacale con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge, sentito l’organismo di controllo previsto dall’art. 3, comma 190, della L. 23 dicembre 1996, n. 662;
c) il contributo associativo è intrasmissibile ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non è rivalutabile né restituibile.

Articolo 36
(Collegio dei Sindaci Revisori)

1. Il Collegio dei Sindaci Revisori nel numero di tre effettivi, di cui un presidente, e due supplenti, effettua controlli sull’esattezza contabile dei bilanci e ne riferisce alla Segreteria nazionale per l’approvazione.

2. I membri del Collegio dei Sindaci Revisori non possono rivestire cariche direttive o esecutive nell’Associazione e partecipano unicamente, senza diritto di voto, alle riunioni dell’organismo deliberante quando è in discussione il bilancio.

3. Analoghi organi devono essere realizzati a livello Regionale e Provinciale.

Articolo 37
(Incompatibilità, ineleggibilità e decadenze)

1. Hanno diritto al voto e sono eleggibili tutti i soci in regola con il pagamento della quota associativa.

2. La qualifica di socio si ottiene mediante domanda dell’interessato, previo pagamento della quota associativa annuale, che comunque viene accettata dalla Segreteria Nazionale, a suo insindacabile giudizio.

3. L’iscrizione allo SCUDO non è compatibile con l’appartenenza ad associazioni segrete o palesi che pratichino principi contrari a quelli espressi dal presente Statuto o che, sotto qualsiasi forma, perseguano fini sindacali contrari a quelli dello SCUDO.

4. E’ incompatibile svolgere attività di direzione nello SCUDO con l’iscrizione ad associazioni di categoria a scopo sindacale.

5. La qualità di socio si perde se revocata, per dimissioni, morosità o per espulsione ai sensi delle norme di cui al presente Statuto. In questo ultimo caso l’aspirante non ha diritto alla restituzione dei contributi versati.

6. La perdita della qualità di iscritto è causa di decadenza da cariche di qualunque specie eventualmente assunte nell’ambito dell’organizzazione o in enti controllati o partecipati dalla medesima.

Articolo 38
(Disciplina degli iscritti – sanzioni disciplinari)

1. E’ passabile di sanzioni disciplinari l’iscritto allo SCUDO il cui comportamento sia contrario ai principi di democrazia e di garanzia dei diritti di altri iscritti, risulti lesivo per l’organizzazione sindacale, configuri violazioni di principi e norme dello Statuto.

2. Sono previste le seguenti sanzioni, che si applicano in ordine alla gravità della mancanza commessa:
– ammonimento verbale;
– biasimo scritto;
– sospensione da 1 a 6 mesi dalla qualità di iscritto e conseguente destituzione dalla carica sindacale eventualmente ricoperta;
– espulsione dall’organizzazione.

3. Tali sanzioni vengono irrogate:
– per punire comportamenti in contrasto con i principi fondamentali, le disposizioni normative dello Statuto e del Regolamento e dei regolamenti approvati dai diversi organi statutari, nonché con le norme di lealtà e correttezza;
– a seguito della condanna definitiva per delitti dolosi, esclusi quelli di opinione.

Articolo 39
(Collegio dei Probiviri)

1. Il Collegio dei Probiviri è composto da cinque membri, di cui due supplenti.

2. Compiti del Collegio sono:
– provvedere all’istruttoria di ogni provvedimento disciplinare attivato su iniziativa di un organo dirigente o su segnalazione di un singolo iscritto;
– decidere, sulla base delle risultanze dell’istruttoria stessa, l’adozione dei provvedimenti disciplinari a carico dell’iscritto; la decisione, anche se di archiviazione, deve essere motivata;
– esprimere, a seguito di istanze che ne facciano richiesta, pareri su interpretazioni statutarie;
– su richiesta scritta e motivata di un singolo iscritto o di un organismo, attiva controlli sulle procedure e sul carattere degli atti dei vari organismi e la loro rispondenza alle norme statutarie, al termine dei quali esprime un parere vincolante.

4. In relazione alle specifiche attività svolte, il Collegio dei Probiviri riferisce al Consiglio Direttivo Nazionale per le determinazioni di competenza.

Articolo 40
(Procedure disciplinari)

1. L’attivazione della procedura disciplinare avviene sulla base di una segnalazione, scritta e motivata, a qualsiasi organismo dirigente ed esecutivo da parte di un iscritto.

2. Detta segnalazione deve essere inviata, tempestivamente, al Collegio dei Probiviri competente. Il Presidente investe dell’esame del fatto il Collegio che designa, tra i suoi componenti, coloro che conducono l’istruttoria. Questi ultimi, ove ritengano la segnalazione palesemente infondata, possono chiedere al Collegio l’archiviazione del procedimento. L’eventuale decisione del Collegio in sede giudicante contraria all’archiviazione comporta la restituzione degli atti a chi ha condotto l’istruttoria con l’obbligo di acquisire ulteriori elementi sull’eventuale infrazione commessa.

3. L’attività istruttoria su ogni segnalazione di illeciti disciplinari deve concludersi non oltre novanta giorni dal ricevimento della segnalazione e la decisione del Collegio deve essere adottata non oltre quarantacinque giorni successivi alla trasmissione della risultanza istruttoria.

4. L’eventuale decisione di prolungamento dei termini previsti può essere assunta dal Collegio, con motivato provvedimento da comunicare agli interessanti, entro la scadenza dei termini stessi, per non più di una volta e solo qualora non sia stata adottata la sospensione cautelare.

5. L’iscritto sottoposto ad addebito disciplinare deve, a cura del Collegio, essere immediatamente messo a conoscenza sia dei fatti che gli vengono addebitati sia degli elementi su cui essi si fondano. L’iscritto colpito da provvedimento disciplinare può ricorrere, entro i successivi sessanta giorni dalla decisione di seconda istanza, al Consiglio Direttivo Nazionale.

6. Il ricorso sospende provvisoriamente l’esecutività della sanzione inflitta. In casi di particolare gravità, il Consiglio Direttivo Nazionale può adottare in attesa dell’esito del ricorso, la sospensione cautelare.

7. Il Collegio dei Probiviri adotta le decisioni di competenza a maggioranza semplice dei componenti.

Articolo 41
(Ricorso contro i provvedimenti disciplinari)

1. E’ facoltà dell’iscritto colpito dai provvedimenti disciplinari presentare ricorso al Consiglio Direttivo Nazionale.

2. In pendenza del ricorso è facoltà del Collegio dei Probiviri, che ha deciso in prima istanza sulla decisione adottata, accogliere il ricorso stesso.

Articolo 42
(Sospensione cautelare)

1. In casi di particolare gravità, derivanti da sottoposizione a procedimenti penali e comunque nei casi di procedimenti restrittivi della libertà della persona, con esclusione dei reati di opinione, il Consiglio Direttivo Nazionale può sospendere cautelativamente l’iscritto dalla carica ricoperta o dall’esercizio delle facoltà di iscritto, per il tempo strettamente necessario all’inchiesta e alla decisione di prima istanza e all’esame dell’eventuale ricorso.

2. La sospensione cautelativa non costituisce sanzione disciplinare.

Articolo 43
(Decadenza per indegnità)

1. L’iscritto condannato per gravi delitti, o che comunque si renda moralmente indegno, è dichiarato decaduto dalla qualità di iscritto con pronuncia scritta della Segreteria Nazionale.

Articolo 44
(Gestione straordinaria)

1. Nel caso di grave violazione dello Statuto, di mancato rispetto delle decisioni degli organi statutari del Sindacato su scelte fondamentali di politica economica e contrattuale, di violazione delle norme di ripartizione dei contributi da parte delle strutture Provinciali e Regionali, il Consiglio Direttivo Nazionale, a maggioranza dei due terzi dei presenti, può, con provvedimento motivato, decretare lo scioglimento di qualsiasi organo e la nomina di un commissario.

Articolo 45
(Commissario straordinario)

1. Il Commissario, nominato ai sensi del precedente articolo, deve provvedere all’ordinaria gestione e a promuovere i provvedimenti per la ricostituzione degli organi democratici entro il termine fissato dal Consiglio Direttivo Nazionale che non può comunque superare i sei mesi.

2. Quando non siano venute meno le cause che hanno determinato la nomina del Commissario Straordinario o non sia possibile provvedere alla ricostituzione degli organi democratici, il Commissario può chiedere una proroga del mandato che non potrà comunque essere prolungato oltre i tre mesi.

3. Negli stessi casi e con le medesime procedure di cui all’art. 40 può essere nominato un Commissario “ad acta” per lo svolgimento di funzioni specifiche, munito dei poteri necessari senza ricorrere allo scioglimento degli organi.

Articolo 46
(Relazione con il SUPU)

1. Lo SCUDO svolge le sue attività sindacali, sociali e culturali in sintonia con il SUPU, di cui costituisce il “Comparto Carabinieri”, ciò al fine di realizzare un’unica sinergia con il personale delle altre forze armate e di polizia.

Articolo 47
(Norma finale)
1. Lo Statuto è da considerarsi vincolante dalla data della sua approvazione.

Articolo 48
(Norma transitoria)

1. Il 1° Congresso Nazionale sarà svolto nel 2018, nella località, nel mese e nel giorno che saranno indicati dal Consiglio Direttivo Nazionale.